Shankara

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Shankara

Una conchiglia come strumento musicale
tratto da: “http://freeweb.supereva.com/shellvibes”

La conchiglia usata come uno strumento a fiato rappresenta uno dei modi più arcaici e naturali di produzione del suono.
Legato ai riti del mare e della pesca , il suono delle conchiglie é comune a popoli marinari in tutto il mondo. Tuttora viene usata spesso in modo sacro e rituale : ad esempio nella ‘Puja’ dei templi induisti in India, nelle processioni dei monaci buddisti tibetani, nelle danze rituali azteche degli indios messicani.
Usi tradizionali della conchiglia come strumento sono presenti nel Mediterraneo, in India, in Tibet, in Mongolia, in Malesia,Polinesia, Nuova Zelanda, in quasi tutta l’America, in Madagascar.

Gli uomini primitivi si servivano di grosse conchiglie, oltre che delle loro rudimentali trombe tubolari. La spirale prende il posto del tubo e l’apertura naturale sostituisce il padiglione. Uno dei primi tipi di tromba di conchiglia è quello a imboccatura terminale in cui il foro d’imboccatura è appunto nella parte terminale rotonda, o apice; in un tipo più tardo, che data al finire dell’età precristiana, il foro è invece ricavato lateralmente, dando così origine a una tromba di conchiglia a imboccatura laterale o traversa.
In alcune regioni, come per esempio l’antico Perù, le trombe di conchiglia furono sostituite da trombe di terracotta in forma di conchiglia.

Le più antiche trombe di conchiglia non rappresentano delle vere trombe, come tali non furono le prime trombe di legno e di canna. Riferisce Gunnar Landman che in una delle tribù più primitive della Nuova Guinea il re o capotribù teneva sempre ‘una tromba di conchiglia davanti alla sua bocca quando parlava alla sua gente, e così la sua voce aveva un suono cavernoso’; è un tipico esempio di come uno strumento musicale sia stato da principio creato per distorcere o amplificare la voce
Al pari d’una vera tromba, la tromba di conchiglia ha un grande potere magico. Il quale potrà poi essere accresciuto quando venga recitata una formula sacra dentro la conchiglia, tra le sue labbra naturali.
Comunque gli usi magici e non magici della tromba di conchiglia sono più vari e numerosi di quelli della tromba tubolare.

Successive informazioni dal nord dell’India
sull’utilizzo della conchiglia giungono tra il 1500 e il 1000 a.C. I rigveda fanno menzione di quattro strumenti : aghati, bakura, gargara e vana. Bakura viene rappresentato come uno strumento fragoroso per scacciare il nemico. Il nome stesso è stato rintracciato in Madagascar: nella regione a nord di questa vasta isola , Bakora è il nome della tromba di conchiglia. Possiamo accettare questa interpretazione per il termine sanscrito, dacchè molti antichi poemi indiani conferiscono alla tromba di conchiglia (in seguito
denominata Shanka) il terribile e vendicativo carattere che i veda attribuiscono alla Bakura.
Nello Yajur Veda trovimo il classico termine Shanka che deve aver preso il posto di Bakura.

La tromba di conchiglia dell’India moderna è invece una turbinella rapa affusolata, bianca e lucida, con un foro praticato in cima a formare l’imboccatura. A volte vi si trovano aggiunti un bocchino condecorazioni in oro o argento. Il suo nome è Shanka in sanscrito, bengalese e cannarese. Lo Shanka è uno strumento esclusivamente religioso, usato nel culto divino e connesso con la leggenda e col mito. Come tromba, o
semplicemente come un vaso sacrificale, esso è un attributo di Visnu e altri dei; gli adoratori di Visnu lo dipingono sulle loro braccia, e Lakshmi, sua sposa, porta come secondo nome proprio Shanka.

Una conchiglia sugge il sangue dei giganti che Parvati combatte, esattamente come in Grecia Tritone vince i Giganti con una tromba di conchiglia, e nell’ultimo giorno, quando il mondo sarà in fiamme, Shiva darà fiato alla tromba di conchiglia, come Heimdal nel Crepuscolo degli Dei soffia nel corno, e come l’angelo suonerà l’ultima tromba nel giorno del Giudizio.

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